PROCESSIONE DI SANT'ANTONIO
La prima domenica di maggio si festeggia il Santo patrono portando
in processione per le vie di Sorrento la sua statua in argento.
PROCESSIONI PASQUALI
Sono due le processioni che si snodano per Sorrento durante il
periodo pasquale, la processione bianca si svolge la notte tra
il giovedì ed il venerdì santo. I membri dell' arciconfraternita
di santa Monica partecipano alla processione completamente coperti
da un saio ed un cappuccio che nasconde il volto di colore bianco.
La scelta del bianco vuole simboleggiare la Madonna che cerca il
figlio caduto nelle mani dei sacerdoti del tempio.La notte successiva
del Venerdì Santoi membri incappucciati dell' arciconfraternita
di santa Monica sono completamente vestiti di nero in segno di
lutto per la morte del Cristo. Molto suggestiva è la processione
nera che si svolge illuminata solo dalla luce delle fiaccole.
LE PALME DI CONFETTI
Una tradizione tipicamente sorrentina è costituita dalle
palme di confetti che vengono fatte benedire insieme alle palme
e ai rami di olivo, (come avviene nel resto d'Italia),durante laDomenica
delle Palme, quando la cristianità ricorda l'entrata trionfale
di Gesù in Gerusalemme.Le donne sorrentine in maniera artigianale
preparano delle composizioni fatte con confetti legati assieme
su una struttura in filo di ferro. Una volta benedette questi prodotti
vengono scambiati insieme ai rametti di olivo e consumati.L'origine
della tradizione viene fatta risalire ad un dono di una saracena
ad un pescatore durante uno dei tanti assedi dei pirati. In realtà esistono
almeno due diverse versioni che non collimano in tutti i dettagli.
Durante un assedio dei pirati saraceni gli abitanti di Sorrento
chiesero la grazia a Sant'Antonino loro protettore che fece naufragare
l'intera armata nemica, l'unica a salvarsi fu una schiava dei pirati
che raggiunse a nuoto la costa e fu accolta a braccia aperte dai
sorrentini. Per ringraziarli donò un sacchetto pieno di
confetti.
Nella seconda versione invece, sempre durante un assedio saraceno
una ragazza facente parte attiva della spedizione sbarcò sulla
costa (forse perchè in mare le navi naufragarono) catturatale
fu risparmiata la vita. Come ringraziamento donò dei confetti
ad un pescatore. La seconda versione è più "politically
correct" e punta sull'incontro delle due culture tradizionalmente
ostili, ( più per la propaganda che in realtà visto
che vi furono continui scambi, alleanze e commerci). Da notare
che la famosa tempesta che distrusse le navi nemiche è presente
anche nei resoconti delle vicine Salerno e Amalfi.
Secondo il racconto salernitano, nel 1544 il pirata saraceno denominato
Barbarossa con una grandissima flotta attaccò Salerno mentre
una parte delle sue navi si diresse verso nord ad Amalfi. I salernitani
pregarono San Matteo , mentre gli amalfitani Sant'Andrea e una
tempesta improvvisa ed inaspettata colò a picco le navi
pirata. Personalmente ritengo plausibile che i pirati avessero
pensato di sferrare un poderoso attacco contemporaneo alle città più ricche
e importanti dell'area e che quindi la tempesta improvvisa le salvò di
fatto tutte contemporaneamente.
Ettore Panella |